Insegnare codice a ragazzi di scuole primarie

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FONTE: Blog dei DIGITAL CHAMPION

Sono il Campione Digitale di Vallecorsa (Frosinone). Ho proposto alla dirigente dell’Istituto Comprensivo di Castro dei Volsci un corso di coding per i ragazzi della Scuola Media di Vallecorsa. La dirigente ha accolto l’iniziativa e l’ha portata in approvazione al collegio dei docenti.
Ad aprile il corso ha avuto inizio: hanno partecipato 10 ragazzi della I media e 19 ragazzi della II e III media. Grazie anche al patrocinio del Comune di Vallecorsa, ho potuto realizzare una piccola guida sui concetti base dell’informatica che poi è stata distribuita ai ragazzi.
ECCO COM’E’ ANDATA
I ragazzi sono stati divisi in due gruppi e precisamente dieci ragazzi della scuola media hanno frequentato dalle 15 alle 16 e i ragazzi della seconda e terza media dalla 16 alle 17 ogni martedì.
Abbiamo parlato di informatica, di hardware e software, di pensiero computazionale, fino a ragionare su cos’è e come si rappresenta un algoritmo.
Ho utilizzato questo sito e creato due classi di studenti: ogni studente accedeva al sito per la I media, e al sito per la II e III media, ognuno con la propria password accedeva alla propria sezione di esercizi. Io, come insegnante, potevo monitorare i loro progressi (parte del lavoro alcuni ragazzi lo hanno svolto anche a casa).
I ragazzi della I media hanno scritto complessivamente 1913 righe di codice, quelli della II e III media 3482 righe. Alla fine del corso ai ragazzi che hanno frequentato regolarmente è stato consegnato un attestato di partecipazione.
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CHE COSA HO IMPARATO
Sicuramente l’iniziativa verrà ripresa l’anno prossimo facendo tesoro dell’esperienza maturata quest’anno. Ho avuto modo di constatare che insegnare alle medie è difficile. Bisogna trovare le parole giuste per esprimere dei concetti non semplicissimi, avere tanta pazienza e occorre saper motivare e incuriosire i ragazzi per avere la loro attenzione.
Ho cercato di far capire ai ragazzi che fattore chiave per lo sviluppo della moderna società industriale è stato l’inclusione di discipline come la matematica, la fisica, la biologia e la chimica come materie obbligatorie nella scuola secondaria, con un’introduzione a esse già dalla primaria.
Non c’è tecnologia né una vera economia senza la matematica, non c’è ingegneria senza fisica e chimica, non c’è medicina senza biologia. Adesso è anche necessaria la conoscenza dei concetti base di un’ulteriore materia scientifica autonoma: l’informatica.
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Nella società contemporanea, in cui la tecnologia dipende in misura fondamentale dall’informatica e la presenza dei calcolatori (computer ) diventa diffusa, avere familiarità con i concetti di base dell’informatica è un elemento indispensabile del processo di formazione delle persone. Dovrebbe essere chiaro a tutti che i benefici del “pensiero computazionale ” si estendono a tutte le professioni. Avvocati, insegnanti, dirigenti di azienda, psicologi, architetti, medici, funzionari di amministrazioni – solo per citare alcune professioni – ogni giorno devono affrontare problemi complessi; ipotizzare soluzioni che prevedono più fasi e la collaborazione con altri colleghi o collaboratori; formulare una descrizione chiara di cosa fare e quando farlo.
MAURO CIPOLLA