Linux: perchè conviene usarlo al posto di Windows

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Nonostante Linux abbia una base di utenza molto ristretta, le motivazioni che potrebbero e dovrebbero spingerci ad adottarlo sono molte e di primaria importanza.

Linux è Gratuito

Salvo rarissime eccezioni, tutte le distribuzioni di Linux sono gratuite!

Purtroppo molte persone, quando acquistano un nuovo PC, si soffermano troppo poco sull’effettivo costo del software. Infatti non ci si rende conto di quanto Windows possa incidere sul prezzo dell’intero sistema.

Facciamo un semplice esempio. Quando spendo 500€ per un computer, quanto mi costa il sistema operativo? Considerando che, la maggior parte delle volte viene installato un sistema OEM (dedicato agli assemblatori), possiamo stimare che il costo di un “Microsoft Windows 7 Home Premium 64bit OEM” sia compreso tra i 90€ e i 100€.

Praticamente un quinto dei miei soldi sono solo ed esclusivamente dedicati ad un software di base!

Forse, quei 100€ potevano essere spesi per un computer più prestante…

Se poi esaminiamo il problema del costo, guardando a realtà più ampie, nelle quali ogni aggiornamento corrisponde alla sostituzione di decine, centinaia se non migliaia di postazioni, il tutto diventa ancora più importante.

Inoltre aggiungerei che, nonostante il sistema operativo sia la base per poter utilizzare qualsiasi altra applicazione, 100€ per il “Blocco Note”, la “Calcolatrice”, “Paint”, “Internet Explorer”, e qualche applicazione multimediale, mi sembrano un po eccessivi!

Da questo punto di vista, Linux non è solo gratuito ma, come vedremo in seguito, è anche già pronto per lavorare.

Linux è personalizzabile

Quando si parla di personalizzazione bisogna sempre tener presente l’esistenza di due forme distinte.

Prima di tutto, Linux consente un’ampia personalizzazione da parte dell’utente comune. Non solo si può scegliere l’aspetto del tema corrente, colori e sfondi, ma si può scegliere anche il tipo di interfaccia utente (KDE, Gnome, ecc…), consentendo di intervenire su tutti i dettagli del proprio ambiente di lavoro. Si va dalle semplici icone fino alla modalità con cui le finestre compaiono e scompaiono, passando per tutte le parti del sistema, siano esse visibili o invisibili.

Attualmente nessun sistema operativo commerciale, sia esso Windows, OsX (Mac) o altro, è in grado di eguagliare i livelli raggiunti da Linux nelle possibilità di modifica offerte all’utenza.

Per quanto riguarda l’aspetto aziendale, essendo il sistema ampiamente modificabile, questo può adattarsi nel miglior modo possibile alla propria struttura interna. Essendo il sorgente liberamente accessibile, chiunque ne avesse le competenze può implementare nuove funzionalità o modificare quelle esistenti.

Tanto per dare un’idea del livello di personalizzazione raggiungibile utilizzando Linux, su Youtube è possibile trovare interessanti filmati sull’argomento.

Linux è corretto più rapidamente

Qual è il metodo che una normale software house (es.: Microsoft o Apple) utilizza per la correzione degli errori scoperti nei loro software?

Si parte dall’utente. Un bel giorno questo sottovalutato personaggio (l’utente) scopre un errore nel software. A questo punto, se lo ritiene necessario, può comunicare il problema riscontrato al produttore.

Questo produttore valuta la gravità dell’errore. Ma come fa a valutarla? I metodi sono comuni a tutte le aziende commerciali, prima di tutto si controllerà il numero di richieste per la correzione di questo errore, poi si verificherà quanto questo può incidere a livello di immagine, poi si inserirà il tutto nella lista delle “cose da fare”. Questo modo di procedere non garantisce affatto che gli errori più gravi vengano sistemati prima degli altri e nemmeno riesce a dare certezze sui tempi con cui l’azienda pubblicherà le correzioni.

Naturalmente, chi lo desiderasse può sempre chiederne direttamente la sistemazione. Purtroppo nulla garantisce che la cosa sia accettata dal produttore e, nel caso lo sia, probabilmente la modifica verrà pagata a caro prezzo.

E Linux?

Iniziamo col dire che i sorgenti di Linux sono liberi. Sono liberamente utilizzabili, consultabili, modificabili e redistribuibili!

Questo significa che, quando un’utente segnala un problema, possono accadere tre cose. Un qualsiasi programmatore, in completa autonomia, può decidere si sistemare l’inconveniente, oppure il team di sviluppo della distribuzione che utilizzo (nel mio caso Linux Mint) può farsi carico di sistemare l’errore.

Se poi, nessuno si dovesse prendere la briga di risolvere quel bug che mi sta tanto a cuore, potrei sistemarlo io oppure pagare qualcuno per farlo. In quest’ultimo caso ricordo che nel nostro paese (l’Italia) sono presenti molte persone e aziende competenti in grado di affrontare qualsiasi tipo di problema.

In buona sostanza gli errori di Linux, molto spesso, vengono risolti più rapidamente rispetto alle loro controparti commerciali, non dovendosi adattare a logiche basate sul puro business.

interoperabilità

Cos’è l’interoperabilità di un software? Per molti questo termine ha uno scarso significato, altri lo sottovalutano eccessivamente.

Da Wikipedia :

Il termine interoperabilità esprime il concetto moderno, oggi sempre più applicato a molteplici settori, di permettere mediante procedure unificante l’interscambio e l’interazione nei campi dell’informatica, delle telecomunicazioni, dei trasporti ferroviari ed aerei e dei sistemi di sicurezza della circolazione.

La mancanza di interoperabilità nel software viene spesso utilizzata dalla aziende per costringere, alcuni dicono invogliare, l’utente (cioè Noi) a non allontanarsi dai loro sistemi.

Pensiamoci un attimo e facciamo un banalissimo esempio. Prendiamo alcuni prodotti software a caso, Word e Excel, programmi utilizzati da moltissime persone quotidianamente.

Per quale motivo non è possibile portare il 100% delle informazioni presenti in un documento prodotto con Word/Excel su qualsiasi altro sistema/programma? Per quale motivo l’utilizzo di dati provenienti da Excel/Word non è correttamente interpretabile al 100% da nessun altro programma?

Semplice. Perché le specifiche dei formati .DOC (documenti di Word) e .XLS (documenti di Excel) NON sono pubbliche! Vengono adeguatamente nascoste proprio per evitare che altri possano utilizzarle per leggere/scrivere correttamente gli stessi dati. Cosi facendo, più documenti io produco in questi formati, più sarò legato all’azienda che li gestisce (nel nostro caso Microsoft). Morale della favola, ogni migrazione verso qualsiasi alternativa sarà sempre più costosa e difficoltosa inoltre, io utente sarò praticamente costretto a sborsare denaro per rimanere al passo con l’evoluzione dei formati che, spesso e volentieri cambiano. Anche in questo caso i cambiamenti non sono casuali, sono sempre e solo mirati ad invogliare l’utenza all’acquisto delle nuove versioni!

Cari amici, non pensavate mica che i nuovi formati, sempre incompatibili con le precedenti release, siano dovuti solo a miglioramenti tecnici?

Sono fatti per aiutarvi a spendere soldi! Ma facciamo un esempio. Quando si sviluppa un nuovo formato e lo si rende incompatibile con le release precedenti (Word 2000 non apre i file salvati con Word 2007) solitamente lo si fa per introdurre qualcosa che invogli gli utenti all’acquisto. Come posso evitare problemi e aprire qualsiasi file di Word che ricevo? Semplice, acquistando l’ultima versione del programma che, sicuramente apre tutti i file delle versioni precedenti ma, raramente, quelli delle versioni successive!

Tanto per dimostrare ulteriormente ciò che affermo, facciamo un altro esempio. Microsoft, anni fa, disse che le specifiche dei file delle future versioni di Office sarebbero state rese pubbliche, quindi chiunque avrebbe potuto produrre software in grado di interpretarli correttamente. Bene. Dopo questa affermazione venne prodotto lo standard ISO/IEC DIS 29500, il quale definiva il nuovo formato pubblico Office Open XML.

Ad oggi Office utilizza tale formato? I nuovi office 2010 utilizzeranno questo formato per favorire lo scambio dei dati? Apparentemente si, ma praticamente NO!

Con una mossa ”straordinaria”, Office 2010 utilizzerà una variante (deprecata) dello standard OOXML ISO tale per cui, parte dei file prodotti saranno ancora in formato proprietario e quindi, difficilmente interpretabili da altri. Dal mio punto di vista, questo “particolare” comportamento, non fa che confermare l’importanza, per i produttori commerciali di software, dei formati proprietari e delle volontà di ridurre il più possibile l’interoperabilità dei sistemi.

Un altro esempio di interoperabilità mancata è quello della comunicazione tra PC. Non è stato un caso che Microsoft sia stata duramente contestata dalla Comunità Europea proprio a causa delle difficoltà nel far cooperare i sistemi Windows con altri sistemi operativi, Unix, Linux, ecc… In questo caso i problemi non toccano direttamente l’utenza, che si rende conto, solo parzialmente, di quali e quante difficoltà esistano nell’inserite, all’interno della stessa infrastruttura, sistemi Linux e sistemi Windows infatti, se tanti Windows fra loro comunicano (quasi) perfettamente, l’introduzione di altri sistemi operativi non è mai indolore, causando, spesso e volentieri, inconvenienti di varia natura. Questo perché? Sempre per il solito motivo, anche le modalità di comunicazione fra computer dotati di sistemi Microsoft sono segrete e quindi non documentate. Proprio su questo fronte la Comunità Europea ha cercato, e cerca tutt’ora, di porre un freno a questo atteggiamento dannoso.

All’atto pratico, qualsiasi software che non sia in grado di scambiare dati con altri sistemi lega, di fatto, gli utenti ad un fornitore preciso e, alla lunga, questo fornitore diventa Indispensabile e quando ciò accade, quest’ultimo può dettare le regole (quando e cosa acquistare) senza che l’utente abbia la possibilità di opporsi.

Al contrario Linux, ed in genere il software Libero, non essendo vincolati a componenti proprietarie, le cui specifiche sono normalmente segrete, sono naturalmente portati all’interoperabilità, senza se e senza ma!

Senza Virus e Malware…

Per tutti i sistemi operativi sono stati sviluppati Virus/Malware/ecc…!

Chi dice che un qualsiasi sistema operativo sia certamente immune da queste minacce, vi sta mentendo!

In ambito software, l’immunità assoluta non esiste ora e mai esisterà!

Chiarito questo concetto, parliamo seriamente di Linux e dei suoi virus. Allo stato attuale, questo sistema operativo risente pochissimo di questa minaccia in quanto, prima di tutto la sua base di utenza è estremamente ridotta.

Quando l’utenza aumenterà, certamente aumenteranno anche le possibili minacce ma… Con il fidato Linux c’è un ma.

Prima di tutto, come già detto, gli errori in Linux vengono mediamente risolti più rapidamente rispetto ai sistemi proprietari.

Poi, al contrario di sistemi come Windows, dove l’uso di software con permessi di amministratore è cosa comune, in Linux è radicata la cultura del funzionamento in modalità utente con permessi limitati.

Anche se, da Windows Vista in poi, l’utente è obbligato a utilizzare permessi limitati, ancora troppo spesso si è costretti a lavorare con permessi elevati, cioè l’utente ha la facoltà di intervenire su qualsiasi cartella/file del sistema operativo e, di conseguenza, anche ogni software è in grado di farlo, sia questo benevolo, sia questo malevolo.

Se ad esempio, in Windows, scarico un file .exe da internet e, con un doppio clic lo eseguo, se questo fosse in grado di intervenire su zone sensibili del sistema, sarebbe tranquillamente capace di fare molti, molti danni. Al contrario se l’utente avesse permessi limitati, i software in esecuzione sarebbero meno “liberi” di agire, riducendo così i possibili problemi.

In Linux l’utente lavora sempre e solo con permessi limitati, praticamente si può scrivere in un numero ridotto di cartelle/file. Questo impedisce a programmi malevoli (es.: eventuali virus) di danneggiare irreparabilmente il sistema. Naturalmente, ciò non significa che non si possano fare danni, significa solamente che, nella maggior parte dei casi, il software dannoso rimarrebbe confinato all’interno di un’area ristretta del sistema.

Windows, da Vista in poi, cerca di portare l’utente ad utilizzare il PC con permessi limitati ma, sia a causa dei troppi software che ancora non rispettano questa filosofia (richiedendo permessi di amministratore), sia a causa del fatto che per l’utente è troppo facile (con Windows 7 basta 1 clic) ottenere i permessi necessari per fare danni, il sistema da ancora troppe possibilità a virus/malware e affini.

Inoltre, Linux non individua i file eseguibili in base all’estensione (.exe) ma, al contrario, i file eseguibili sono espressamente segnati come tali, cosa che fa diminuire vertiginosamente la possibilità che un doppio clic avvii inavvertitamente un software malevolo.

Hardware all’ultima moda

Ogni nuovo sistema operativo Microsoft richiede hardware più potente della precedente release. L’unica eccezione è stata Windows 7, il quale richiede hardware pari a quello richiesto dal suo predecessore (Vista).

Anche se alcuni sostengono che la versione 7 richieda hardware paragonabile a quello richiesto da XP nella realtà, se si desidera utilizzare tutte le sue nuove funzioni, il paragone proprio non regge. In pratica vi stanno raccontando un sacco di Bugie!

Provare per credere. Prendete un vecchio PC, magari un “antico” Athlon o Pentium con 512Mb di ram, installate XP e 7, ovviamente con tutte le applicazioni necessarie per il Vostro lavoro, poi usateli. Nel giro di qualche ora vi renderete conto che non sono io quello che vi prende in giro! (n.b. : Purtroppo su PC non proprio recenti nulla garantisce che Windows 7 si installi e funzioni correttamente)

Veniamo ora a Linux.

Linux può essere utilizzato su qualsiasi PC attualmente in circolazione, sia esso recente o datato, ma non solo, a parità di hardware la velocità nell’esecuzione delle applicazioni è mediamente superiore. Inoltre, grazie alle elevate possibilità di personalizzazione si può adattare il sistema all’hardware disponibile, ad esempio si potrebbe optare per un software di gestione dell’interfaccia grafica più leggero nel caso di PC con poca ram.

Anche in questo caso non mi aspetto che mi crediate sulla parola, potente sempre usare il PC di cui parlavo poco sopra per fare il Vostro confronto. Avviate un po di applicazioni, usatele magari per qualche tempo, e alla fine decidete voi chi dice le bugie

Degrado delle prestazioni nel tempo

Una delle caratteristiche che mi ha sempre meravigliato di Windows, è la sua capacità di ridurre automaticamente le proprie prestazioni con l’andare del tempo.

Infatti, quando si installa il sistema di Microsoft, tutto sembra rapido e reattivo poi, con “l’invecchiamento”, il succedersi delle installazioni e del normale lavoro quotidiano, il sistema rallenta, l’avviamento si fa più lungo, l’apertura dei programmi richiede più pazienza, il sistema diventa meno reattivo.

Linux no. Il comportamento del pinguino è costante, la stessa rapidità e reattività del primo giorno sarà la stessa che avrò dopo mesi di installazioni, disinstallazioni, aggiornamenti e lavoro quotidiano.

Perché Linux ha questo comportamento ? In realtà non esiste un unico motivo, fondamentalmente l’installazione/rimozione dei software e il lavoro quotidiano non lasciano “sporcizia”, cioè non lasciano dati inutili nel sistema, inoltre la tendenza di Linux a non frammentare il disco fisso aiuta molto, infine il sistema non prevede l’uso di enormi basi dati per conservare le informazioni sullo stato del software.

Al contrario, il mondo Windows, non solo è influenzato dalla frammentazione dei dischi, ma soffre anche per la presenza del “Registro di sistema”, adibito alla memorizzazione di tutte le informazioni legate ai programmi e al sistema stesso, che non riduce mai le proprie dimensioni, è una base dati che aumenta, aumenta, aumenta sempre, con delle conseguenze che potete facilmente immaginare, infine la tendenza di molti programmi ad installare accessori non indispensabili aggrava ulteriormente la situazione. Personalmente ho sempre pensato che queste motivazioni, da sole, non possano giustificare un degrado come quello che si avverte ma, purtroppo, non vedo cos’altro possa avere un tale, nefasto, influsso.

E’ già pronto per Lavorare!

Cosa trovo al termine dell’installazione di una distribuzione Linux, ad esempio Linux Mint KDE ?

Tralasciando tutto ciò che riguarda la configurazione e la manutenzione del sistema, vediamo di cosa si dispone appena terminato il primo caricamento :

  • Ovviamente abbiamo una calcolatrice. Ovviamente più potente della controparte Windows, includendo varie modalità di funzionamento, da una base,fino ad arrivare a una specifica per programmatori;
  • Un potente editor di testi, capace di evidenziare la sintassi dei file nel caso questi siano riconosciuti (utile per tecnici e programmatori), completo di controllo ortografico e di molti comandi utili nella gestione di semplici testi senza formattazione;
  • Un gestore di note personali, i famosi post-it;
  • Un gestore dei file compressi, naturalmente molto più potente della controparte Windows, in grado di effettuare tutte le operazioni necessarie su archivi .zip, .tar, .gzip, .bzip2, .rar e .lha;
  • Un software dedicato alla crittografia. Kgpg, questo il suo nome, è in grado di cifrare e decifrare, file, e-mail e semplici testi, permettendo così uno scambio di dati in tutta sicurezza;
  • Gimp, uno dei più rinomati software di grafica e fotoritocco disponibili nel Software Libero;
  • OpenOffice. Stupendo prodotto per l’office automation, comprensivo di elaboratore testi (simile a Word), foglio elettronico (simile ad Excel), software di presentazione (Powerpoint), programma di disegno, database (simile ad Access). Vedere per credere;
  • Ovviamente non mancano i software più comuni, come Kontact per la gestione delle informazioni personali, KaddressBook per la gestione degli indirizzi, Korganize per pianificare il proprio tempo,
  • Per quanto riguarda la sezione multimediale, oltre ad un’eccellente gestore audio, decisamente superiore alle controparte Windows, troviamo diversi altri software che consentono l’utilizzo della maggior parte dei formati audio e video. La cosa davvero interessante è che, le applicazioni installate si integrano con una moltitudine di servizi web, i quali forniscono musica gratuita immediatamente fruibile (es.: SHOUTcast, Jamendo, Magnatude, ecc…);
  • Per quanto riguarda la navigazione internet abbiamo l’immancabile Firefox, e il “vecchio” Konqueror;
  • Immediatamente disponibile troviamo un client per l’accesso a IRC, e un software multi-protocollo dedicato alla messaggistica istantanea (Kopete);
  • Troviamo poi un gestore P2P su reti Gnutella e Bittorrent;
  • Immancabile è il cliente per la posta elettronica. In questo caso l’utente può scegliere tra Thunderbird e KMail;
  • Un’aggregatore di fonti RSS.
  • Un’eccellente software di masterizzazione, K3b.

Tutto in una magica legalità, situazione non proprio comune, in un mondo dove l’utilizzo di software illegale è troppo diffuso.

In poche parole è possibile, senza fare proprio nulla, gestire le più comuni attività richiesta dall’utenza.

Come se non bastasse, con una connessione a internet, è possibile accedere ad una quantità sterminata di software, gratuiti e liberi, pronti per essere scaricati ed utilizzati, il tutto nella più assoluta legalità.

Multi desktop ed effetti 3D per una nuova esperienza!

Con Windows Vista, Microsoft ha introdotto l’utilizzo di effetti 3D con trasparenze nella gestione dell’interfaccia utente (GUI). Questo, oltre ad aver reso più gradevole l’ambiente di lavoro ha consentito l’introduzione di nuove, interessanti funzionalità, come ad esempio le anteprime delle finestre sulla barra dei programmi.

Linux dispone di tutto ciò da molto tempo. Questo significa che, non solo gli effetti grafici sono decisamente più avanzati, ma anche le funzionalità dell’interfaccia sono superiori, consentendo all’utente un’esperienza ancor più piacevole e significativa.

Basti pensare alla possibilità, assente in Windows, di utilizzare i desktop multipli, che non sono altro che aree di lavoro separate utili per organizzare correttamente la moltitudine di finestre che, quotidianamente, affolla il nostro schermo. Esistendo da molto tempo questa funzione è particolarmente matura e stabile e, come tale, garantisce una usabilità senza confronti.

Eccone un esempio :

Effetti 3D e desktop multipli in linux

Per continuare con gli esempi, un’altra funzione particolarmente innovativa è rappresentata dai Plasmoidi. Cosa sono? Vi ricordate i gadgets di Windows? Quei piccoli aggeggi da inserire sul desktop, tanto carini quanto completamente inutili?

Bene i Plasmoidi, che potete trovare nelle distribuzioni basate su KDE (come Linux Mint KDE e Kubuntu) sono oggetti da integrare con il proprio desktop, tanto sofisticati da far assumere al “vecchio fondo della scrivania” un’utilità tutta nuova. Eccone un esempio :

Plasmoidi in KDE

Personalmente sono entusiasta delle possibilità fornite da questo sistema.

Potrei continuare parecchio a parlare delle funzioni che Linux porta con se ma, visto che non voglio annoiarvi troppo, vi consiglio di scoprirle installando una delle distribuzioni del pinguino, tanto per fare “un giro” di persona. Nel caso vogliate provare, il mio consiglio è quello di utilizzare Linux Mint (magari la versione con KDE), oppure in alternativa, la sorella Ubuntu. Come si dice, “Provare per credere”!

Linux Aiuta il tuo paese, l’Italia!

Prima di iniziare a scrivere questa sezione mi sono chiesto se la cosa potesse interessare a qualcuno. Visti i rappresentanti dei miei concittadini ho la forte impressione che dell’Italia interessi poco o niente. Ormai troppe persone sono concentrate esclusivamente nel farsi solo i c…i propri senza preoccuparsi di ciò che accade intorno a loro.

Nonostante ciò, sono personalmente convinto che esistano ancora molte persone a cui interessa il bene del Nostro paese, L’Italia. Del resto, qualsiasi sostenitore del Software Libero non sarebbe tale se non avesse a cuore il bene degli altri e non solo il proprio.

Quando si acquista Windows, oppure Office, senza nemmeno accorgersene si causa un danno non solo al Nostro “portafogli” ma anche al Nostro paese, togliendo risorse al nostro sistema economico. Microsoft è un’azienda USA e il suo successo giova soprattutto all’economia americana quindi, caro utente, quando acquisti questi software sappi che la maggior parte del tuo denaro lascerà il tuo paese!

Se questo ragionamento vale per un privato cittadino e per un’azienda, a maggior ragione è valido quando si parla dell’amministrazione pubblica, la quale gestisce denaro pubblico (il Nostro). Se lo Stato spende 1.000.000 di euro, e questi soldi rimangono in Italia, avrà fatto un buon investimento in quanto, aiuterà a ridurre la disoccupazione sfruttando le ottime competenze di cui disponiamo e contribuendo alla formazione di nuovo personale. Ma la cosa non finisce li, infatti parte di quei soldi tornerebbe allo Stato sotto forma di tasse, e quindi potrebbe tranquillamente essere reinvestito in altre attività.

Al contrario, quali vantaggi abbiamo utilizzando software prodotti altrove? Inizialmente sembrerebbe di risparmiare danaro per un’integrazione semplificata negli attuali sistemi ma, sul medio e lungo periodo si traduce in un investimento completamente improduttivo e fine a se stesso, inoltre determina la dipendenza del nostro Stato da qualcuno che è fuori dal Nostro controllo.

Fino ad oggi i rappresentanti degli italiani hanno fatto a gara per sperperare più denaro possibile. Giocando allegramente con le risorse prodotte dagli Onesti cittadini italiani (quelli che pagano le tasse), i quali vedono la struttura informatica dell’amministrazione pubblica affidata ad aziende estere, come se non bastasse nessuno si è preoccupato dell’impatto che questo ha sulla nostra economia, buttando al vento opportunità estremamente importanti e vantaggiose.

Le possibilità offerte da Linux non si fermano ad un risparmio di denaro, ad un aiuto all’occupazione. Con Linux anche computer “non più alla moda” potrebbero ritornare a funzionare perfettamente. Tranne per casi particolarissimi, le normali esigenze d’ufficio sarebbero pienamente soddisfatte. Molte amministrazioni e aziende, buttano computer perfettamente funzionanti, solo perché vecchi di qualche anno.

Le scuole potrebbero evitare di spenderebbe per l’acquisto di nuovi computer e software, gli studenti si abituerebbero al software libero uscendo dalla dipendenza Microsoft che, come dimostrato è paragonabile ad una droga.

Infine, allungando il ciclo di vita dell’hardware si ridurrebbero i danni causati dallo smaltimento di rifiuti speciali (sappiamo quale è, oggi, la situazione dei rifiuti).

Qualcuno si starà domandando se ciò che dico sia possibile, oppure se non sia troppo complesso da realizzare e, alla fine, troppo costoso. La risposta è NO, non è troppo complesso e nemmeno troppo costoso.

E’ solo una questione di volontà!

Basta fare alcuni esempi. Prima fra tutti Bolzano che, con uno straordinario progetto, ha aggiornato i sistemi informatici di tutte le scuole italiane della provincia, sostituendo i software con licenza proprietaria utilizzati nell’attività didattica con la distribuzione GNU/Linux FUSS, sviluppata all’interno del progetto e rilasciata con licenza libera.

Questi signori riescono a risparmiare cifre inimmaginabili. Vedere per credere :

Rai3 Report – Software Libero a Bolzano
Progetto FUSS Software Libero
Intervista alla Sovrintendenza Scolastica di Bolzano (1/2)
Intervista alla Sovrintendenza Scolastica di Bolzano (2/2)
Conferenza Stampa presentazione Progetto Fuss (2005)

Esaminando altre realtà, che normalmente si dimostrano più intelligenti della maggior parte di quelle del “Bel Paese”, troviamo la Germania, con un progetto che prevede il passaggio di circa 11mila computer dal software proprietario a Linux e al software open source.

Germania, il Ministero degli Esteri si converte all’open source
Open Source e Linux in Germania: lo annuncia il ministro degli Esteri

Dal punto di vista aziendale, abbiamo un’interessante esempio dato dal quotidiano loSchermo, il quale ha deciso di adottare il sistema operativo libero Linux su tutti i computer della sua nuova redazione, divenendo di fatto il primo quotidiano italiano a procedere concretamente nella direzione del software libero. Sicuramente da leggere l’articolo dedicato a questa transizione :

LoSchermo.it è il primo quotidiano italiano a usare Linux sui computer di redazione

Infine, in ambito internazionale, ecco l’elenco di 50 posti dove Linux c’è, ma pochi lo sanno :

50 posti in cui si usa Linux e noi non lo sappiamo

FONTE: REDCHAR.NET