Ossigeno su Marte – Facciamo chiarezza grazie a Link2Universe

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Fonte: Link2Universe – Davide

Nel corso di tre anni marziani (o quasi sei anni terrestri) uno strumento a bordo del rover Curiosity, il Sample Analysis at Mars (SAM), ha inalato l’aria del cratere di Gale e ne ha analizzato la composizione. I risultati del SAM hanno confermato la composizione in volume dell’atmosfera marziana sulla superficie: 95% di anidride carbonica (CO2), 2.6% di azoto molecolare (N2), 1.9% di argon (Ar), 0.16% di ossigeno molecolare (O2) e 0.06% di monossido di carbonio (CO). Hanno anche rivelato come le molecole dell’aria marziana si mescolano e circolano con le variazioni della pressione atmosferica nel corso dell’anno. Questi cambiamenti sono causati dal congelamento e disgelo stagionale del Co2 ai poli, che fa variare la pressione in tutto il pianeta in seguito alla ridistribuzione dell’aria.

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Gli scienziati, negli anni, hanno notato come questo pattern ciclico viene seguito bene da argon e azoto, ma l’andamento dell’ossigeno presenta dei picchi inaspettati durante la stagione estiva e invernale.
La natura di questi cambiamenti può essere di due tipi: biologica o idrogeologica.
Purtroppo Curiosity non può distinguere da cosa sia generato ossigeno, o metano (un altro mistero irrisolto su Marte), ma può solo dirci se c’è e in che quantità durante le stagioni. Si propende per la fonte non biologica, più sensata e in linea con quanto sappiamo di Marte, ma non si esclude nulla.

Dopo aver controllato i risultati di SAM svariate volte, gli scienziati stanno passando al vaglio le prime ipotesi.
Acqua e anidride carbonica che generano ossigeno rompendo i loro legami nell’atmosfera? Processo troppo lento per generare dei picchi del genere e richiederebbe troppa acqua in circolo, rispetto a quella presente.
Ossigeno intrappolato nel suolo marziano sottoforma di perclorati e perossido di idrogeno? Non spiegherebbe la diminuzione di ossigeno in inverno e richiederebbe una massiccia presenza di questi composti nel suolo, ergo molto improbabile.

Alla fine, è chiara una cosa: servono ulteriori indagini e studi.
ExoMars 2020 (ESA) e Mars 2020 arriveranno il prossimo anno sulla superficie marziana e aiuteranno ad avere un quadro completa della situazione.

Credit: Melissa Trainer/Dan Gallagher/NASA Goddard